Nei Paesi dell’UEM, persistono i timori legati alla crisi dei conti pubblici, che ha coinvolto principalmente Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna. Il PIL è aumentato dell’1,7% a fronte di una contrazione del 4% nel 2009, sostenuto soprattutto dall’economia tedesca (+4% a dicembre). Significativo è risultato il recupero degli investimenti (+0,5%; -11,3% nel 2009), trainati dal miglioramento degli indici di fiducia delle imprese, dalla crescita della produzione industriale (+7,2% su base annua a novembre) e dall’aumento degli ordinativi manifatturieri (+18% annuo ad ottobre); i consumi privati sono risultati in recupero più lento (+0,7%; -1,1% nel 2009) e quelli pubblici in rallentamento (+0,7%; 2,4% nel 2009).

Il commercio estero, grazie all’aumento delle esportazioni, è tornato a fornire un contributo positivo (+0,6% le esportazioni nette; -0,7% nel 2009).

Il tasso di disoccupazione si è mantenuto su livelli molto elevati: a dicembre, nella media dell’Area Euro, è risultato pari al 10%, più contenuto in Germania (6,6%), Austria (5%) e Olanda (4,3%) e più elevato in Irlanda (13,8%) e Spagna (20,2%).

L’inflazione ha evidenziato una crescita significativa, pur in un contesto ancora volatile: l’indice dei prezzi al consumo è salito dallo 0,9% al 2,2% risultando in media annua pari all’1,6% (0,3% nel 2009). La “core inflation” si è mantenuta più contenuta (+1,1% a dicembre).

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